Giuseppina Giudice

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Giuseppina Giudice è nata ad Agropoli  il 10 agosto 1954, ove risiede.

Già docente di lingua e letteratura inglese presso il Liceo “A. Gatto” di Agropoli.

Ha collaborato alla rivista di cultura “Il Saggio” di Eboli e al mensile di cultura e informazione “Il Cilento Nuovo” .

E' stata nominata Accademica Leopardiana (Reggio Calabria 2011).

Nominata “Membru De Onoare” dal consiglio comunale di Mihailesti (Romania 2004).

Pubblicazioni

Ha pubblicato tre raccolte di poesie:

  • “Gocce di rugiada” (2004); 
  • “Ci saranno altri giorni…come un tempo”(Libroitaliano world 2007);
  • “Nell’isola di pensiero” (Casa Editrice Pedrazzi  2019).

Ha pubblicato  tre romanzi:

  • Profumo di ginestre e polvere da sparo (Albatros 2010-distribuito dalla Feltrinelli);
  • Amori in prima linea (Albatros 2013-distribuito dalla Feltrinelli);
  • Una scelta d’amore (Ilmiolibro 2018).

E’ presente in alcune antologie:

  • “Europainsieme” edita da Ibiskos-Ulivieri (2006);
  • “Sentimento Latino”(in lingua rumena e italiana,Bucarest 2004);
  • Poeti d’oggi(Libroitalianoworld);
  • nell’antologia decennale del Premio “Poseidonia-Paestum”;
  • “Voci versate” casa editrice Pagine 2018;
  • “Contributi per la Storia della letteratura italiana”  vol.4- Guido Miano Editore- Milano 2009.

Alcune sue liriche sono state declamate alla Rai, Teleuno (Basilicata), su alcune reti laziali e su alcuni canali Sky.

Premi (elenco parziale, primi posti)

2002 Premio internazionale Cilento con la poesia La luna 

2007 Le Muse con la poesia Ali di pensiero

2008 Concorso Rai di Roma con la poesia "Avrei voluto percorrere tanta strada"

2009 "Per non dimenticare Elisa Claps" Città di Potenza.

2018 ex-aequo del Concorso" Keramos" Città di  Agropoli con la poesia Notte d'estate, inserita nella raccolta "Nell'isola di pensiero" dalla casa editrice Pedrazzi di Roma.

Poesie Pubblicate su WikiPoesia

Critica

Sono state pubblicate recensioni, sulle sue pubblicazioni, su diverse riviste culturali e quotidiani,tra cui:

“Il Saggio”, “Presenza”, “Il  Nuovo Salernitano”, “Il Denaro”, “Il Sannio”, “Il giornale del Cilento”, “La Città” sul segnalibro (Roma) a cura di Daniela Carpenti, sulla rivista lucana di varia cultura: LeuKanikà (2007).

Si sono interessati alla sua poesia:

  • il giornalista di Rai Due dott. Augusto Giordano, che registrò con la propria voce alcune liriche;
  • il critico Enzo Concardi che scrive: “la poesia di Giuseppina Giudice è come un viaggio che s’impone a ritroso lungo i percorsi silenti dell’interiorità con un linguaggio immediato, lucido, accattivante. [...] la sua poesia si accosta al lamento di genere leopardiano sulla prigione dei luoghi…”;
  • il critico Lucio Zaniboni (Giuseppina Giudice, in Gocce di rugiada dà corpo ad un pessimismo che mai nega spiragli di luce e speranza a dare futuro all’esistenza …. è un poetare  maturo e convincente…l’amore fa vibrare le corde del cuore e del verso);
  • la dott.ssa C. Baldazzi, saggista e critico letterario della Rai
  • la dott.ssa Tina Piccolo (presidente  del premio Pomigliano d’Arco),
  • l’editore Guido Miano di Milano,
  • il dott.Salvatore A. Santoro,presidente del Circolo Culturale  Mario Luzi.
  • La produzione in prosa e in poesia è stata molto apprezzata dal giornalista dott. Ermanno Corsi, autore di due prestigiose  recensioni nella pagina della cultura de “Il Denaro” (Supplemento de “ Il sole 24 ore” e/o il Mattino): il 19 novembre 2011 e il 26 settembre 2015. Egli scrive: con i versi di “Gocce di rugiada” e di “Ci saranno altri giorni…come un tempo” la poetica degli affetti emerge da un velo di nostalgia per ancorarsi all’autoriflessione psicologica, con l’autrice mai prigioniera della propria sfera intimista. E ancora…una poetica di autoriflessione che descrive stati d’animo abbastanza mutevoli,ma che sembrano aderire pienamente al principio secondo cui non c’è notte così lunga che possa impedire a un nuovo giorno di sorgere….un lessico rispettoso e composto, un codice espressivo e un ungarettiano sentimento del tempo.
  • Il dott.A.Capano scrive : “In Gocce di Rugiada , la poesia diventa  emblema della libertà”.…   E ancora, riferendosi all’autrice: “Il suo è un pessimismo cosmico leopardiano in cui sia le relazioni tra gli uomini  che la luna stessa, sono unite da un’unica tristezza, intervallata da una speranza, purtroppo non duratura, di felicità. Anche se l’idea drammatica viene momentaneamente dissipata dalla bellezza del creato, in un intimo colloquio con Dio, dagli episodi più cari al cuore…”.

Note