Sergio Melchiorre

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Sergio Melchiorre

Sergio Melchiorre

Poeta, sceneggiatore cinematografico, scrittore di racconti brevi e paroliere.

Ha insegnato francese all’I.S.I.S. «Città di Luino/Carlo Volonté» di Luino (VA).

Ha scritto cinque sceneggiature cinematografiche.

Ha pubblicato la raccolta di poesie e aforismi «Uno di noi», «Rosso purpureo» e «Occhi autunnali».

Alcune sue liriche compaiono nell’antologia «La poesia contemporanea - Scrittori italiani del secondo Dopoguerra».

Diverse liriche sono state trasformate in videopoesie da parte di vari registi e pubblicate su YouTube.

Molte poesie sono state tradotte in spagnolo, mentre altre sono state studiate in una Scuola Media Statale di Firenze. La scrittrice belga Pascale Lora Schyns (l’autrice del romanzo «Les survivants de Sallimoc») lo ha inserito nel suo blog ufficiale.

L’ 8 giugno 2012 il Sindaco di Varese convoca gli Stati Generali dell’Arte e della Cultura e lo riceve al Salone Estense insieme ad altri artisti e sodalizi operanti in tale campo.

La lirica «Il tempo dell’amore» è trasformata in canzone Jazz dal musicista e cantante francese Bernard Falson.

Il 9 dicembre 2019, è nominato Responsabile Editoriale della Casa Editrice «Librintasca» di Vernole (Lecce) per la selezione e segnalazione di Autori contemporanei, nell’ambito della Letteratura e Poesia.

Membro di giuria

2018

  • Premio Nazionale «Sul far della sera».
  • Premio Letterario Nazionale «La nebbia agli colli».
  • Premio Letterario Nazionale «Il sabato del villaggio - Arte, emozioni e melodie in versi».

2019

  • Concorso Artistico-Nazionale «Apri il cuore alla poesia».

2020

  • Firenze FilmCorti Festival 2020 (Rive gauche - Film e Critica), nella sezione lungometraggi cinematografici. Aprile 2020, è giurato al 3° Premio Artistico Letterario Nazionale «Persephone – Fiori di poesia».
  • Concorso Artistico Letterario Nazionale «Perdersi nell’amore».

Premi (elenco parziale, primi posti)

2015

  • Concorso Nazionale di Poesia «La Gorgone d’Oro», promosso dal Centro di Cultura «Salvatore Zuppardo» di Gela.[1]
  • Premio «Città di Bricherasio», Sezione Poesia d’amore in lingua italiana con l’Opera «Non cercarmi»[2]

2017

  • Premio Lettrario «Città di Pinerolo».

2018

  • Premio Letterario Nazionale di Poesia «Memorial Salvatore Bonatesta», a Vernole (Lecce).

2019

  • Premio Letterario «Città di Pinerolo»[3]

Critica

  • L’articolista Santino Galeano scrive sul Quotidiano del Sud «Da Varese per una sfida particolare» e su Pizzo tutto informa «Poesia di Sergio Melchiorre».
  • 21 gennaio 2019, sul sito «Insubria Critica, Arte, Letteratura&Cultura: un fiume che scorre», Vincenzo Capodiferro lo definisce il poeta della sensibilità e dell’«essere discontinuo».

Poesie esposte

Ottobre 2020, La sua poesia «Città di Luino» sarà esposta permanentemente nel Giardino della Poesia della Biblioteca di Luino (Varese).

Collegamenti esterni

Note


  1. Viene pubblicata sull’Antologia «Baba Mandela, ti scrivo».
  2. Motivazione: «Il poeta, guidandoci con delicatezza attraverso le infinite suggestioni celate nella natura, ci invita in un mondo di sogno dove il respiro dell’amata e la luce dei suoi occhi si fondono nell’abbraccio dell’amore».
  3. Nota di valutazione critica della Giuria: «In questo libro abbiamo la conferma di un autore molto prolifico, un poeta i cui versi spaziano sui più disparati temi, anche se la passione ha un posto di riguardo: “Ogni cosa che tocco/assume le sembianze/del tuo profilo”. Intense le poesie dedicate all’amore; “Portami sempre con te/all’interno dei tuoi sogni”. Commosso il ricordo del padre: “Sei andato via/prima che io potessi dirti/quanto mi manchi”. E della Madre: “Cerco la tua presenza/nell’indifferenza delle cose/che accarezzo. Sei nel silenzio/della tua assenza”. Vi è poi una particolare sensibilità per gli avvenimenti bellici legati alla sua terra, l’Abruzzo, un suolo che è stato teatro di sofferenze per la sua gente, una terra sulla quale è stato versato inutilmente ed ingiustamente del sangue innocente: “Non porgevi le spalle al nemico/neanche quando le pallottole/ si conficcarono sul tuo petto”. Ma a ben analizzare l’essenza poetica dell’autore si scopre altresì una marcata spiritualità, e non poteva mancare, insomma un legame tra la sua anima e la fonte di ispirazione: “L’anima/si fonde col respiro./In una miriade/di rapsodia invernale. Fugace soffio divino».