Raschio del vento

di Demo Martelli

Raschio del vento

Aveva il raschio del vento
l’energia senza forma né volume
quando il vortice asciugava
con la logica il codice all’idea.
S’infilava nelle crepe
a pizzicar le corde del pensiero
e dare i giusti limiti
al ritorno del canto e controcanto.

Dicono che sia mancato
al bulbo verde del versante buono
quel solfeggio giocoliero
che piena di dolcezza a chi l’ascolta.
Il rimpiangere non serve
perché quello che conta non è il sogno
né la gloria di un minuto
ma è il crescere, anche di un centimetro.

                  
                       

Premi

2008 Premio “Ossi di Seppia”, con il trittico composto da Raschio del vento, Sentirti vera, Continua

Note