Apri il menu principale

Joan Josep Barceló i Bauçà

Joan Josep Barceló i Bauçà è nato a  Palma di Maiorca - Spagna, il 22 febbraio 1953.

Vive a Palma di Maiorca. Ha studiato scienze umane e scientifiche nelle Università di Barcellona, Isole Baleari, Madrid e Londra. È autore di numerosi libri di poesia in catalano e italiano. Sviluppa uno stile caratterizzato dal surrealismo e dall'astrazione, con riferimenti a un mondo onirico e mitico, spirituale e carnale, alla ricerca di un concetto rivoluzionario. Ci parla della terraferma e del blu dell'oceano Artico e paesaggi polari in svalbard, seguendo le caratteristiche di un universo in cui la parola diventa il soffio di un nuovo tempo e si trasforma in carne cruda per diventare un mare di tempeste nella notte. Luce e oscurità dominano il linguaggio finché il desiderio è la scintilla del fuoco e solo la vita può sopravvivere in un'emergenza improvvisa. La ricerca di un infinito ci rende nomadi che cercano un attimo di tenerezza, un desiderio di trovare gli unici esseri che hanno le chiavi di persistenza per aprire il cosmo e per renderci i collegamenti covalenti di una vita che va oltre la stessa esistenza in un suicidio mafico della stessa parola, così che la poesia prende la forza del tempo e diventa una furia di sangue e ci permette di vivere più intensamente e di rinascere dopo dal grembo della madre di cui siamo tutti figli tra scintille di elettronegatività.

Libri

Bibliografia in italiano

  • il desiderio è la scintilla del fuoco. Kimerik Ed.. 2016 (Ed. italiano/lombardo)
  • un attimo di tenerezza. Kimerik Ed. 2017
  • chiavi di persistenza. Aletti Editore. 2017
  • collegamenti covalenti. Aletti Editore. 2017
  • de sang - di sangue. Il Convivio Editore. 2018 (Ed. catalano/italiano)
  • grembo. Leonida Edizioni. 2019
  • elettronegatività. Il Convivio Editore. 2019 (Ed. catalano/italiano)

Bibliografia in catalano

  • una mar de tempestes dins la nit. Editorial Cort. 2010
  • emergència sobtada. El Petit Editor. 2016
  • nòmades. Documenta Balear Edicions. 2017
  • carn crua. Adia Edicions. 2018
  • svalbard. Adia Edicions. 2018
  • Poesia Bloom. Adia Edicions. 2018
  • suïcidi màfic. El Cep i la Nansa Edicions. 2019

Premi (elenco parziale, primi posti)

Anno 2017

Anno 2018

  • Premio Nazionale L’Anfora di Calliope
  • Premio Internazionale di Poesia «Giglio Blu»
  • Primo Posto e Premio Ex-aequo della Sezione "Movimento Italia Poesia Chiama... Corrispondenze letterarie dal Mondo". “Silloge inédita”. San Giovanni Valdarno (Arezzo)
  • Premi Bernat Vidal i Tomàs (Poesia)
  • “Carn crua”. Santanyí (Mallorca)
  • Premi Miquel Bauçà.
  • “svalbald”. Felanitx (Mallorca)
  • Premio Thrinakìa
  • Primo classificato poesia. “L’isola”. Catania (Sicilia)
  • Premio Nazionale di Poesia Isola d’Elba
  • Premio Sezione Libro Edito – “carn crua” (carne cruda). Portoferraio (Livorno)

Anno 2019

  • Concorso Letterario La Pelle Non Dimentica
  • premio silloge inedita: “parassiti della memoria”
  • premio silloge edita: “de sang / di sangue”
  • Premio Internazionale di Poesia in Lingua Italiana “Città di Siderno”
  • Sezione A. Poesia singola inedita in lingua italiana. “Le mani del freddo quando piange la luna”. Siderno (Calabria)
  • Premio Letterario internazionale "Città di Latina"
  • Premio Gianmario Lucini | Prima Edizione
  • Premio Internazionale di Poesia Léopold Sédar Senghor
  • Premio Internazionale di Poesia Città di Monza

Anno 2020

  • Premio Internazionale di Poesia e NarrativA Nika Turbina.  Sezione Sillogi:  Primo Classificato “drommeoya”. Arese (MI) 

Intervista pubblicata su WikiPoesia

A Cura di Maria Luisa Dezi (Febbraio 2020)

Come potremmo definire la tua poesia: cupa, tenebrosa, surreale?

Davvero la mia poesia, qualche volta, è difficile da definire, poiché ha diverse caratteristiche particolari che la integrano. Si può dire che, a prima vista, ha un tocco molto surrealista, e certamente è così, anche se più profondamente penetra concetti scientifici e filosofici, anche spirituali. In un certo senso è anche un allarme, una protesta e un modo di comprendere il linguaggio poetico.

C’è qualche barlume di speranza nelle tue opere?

Sempre c’è un barlume di speranza nelle mie poesie. In effetti, ciascuno dei libri è uno schema organizzato e strutturato di poesie. Da un punto iniziale si evolverà verso la fine mostrando, nel corso, una diversità di pensieri e idee. Questi sono ciascuna delle poesie, ma alla fine c'è sempre la speranza, le ultime poesie sono di solito sicuramente una risposta a un lieto fine.

Tu, come la vedi la vita? Come la vivi? La poesia ha un effetto liberatorio su di te?

La vita ha sempre due facce, da un lato è cruda e dura, ma dall'altro è dolce e gentile, si tratta di sapere come vivere, di capire cos'è la vita, sono momenti concreti, sono fasi da percorrere, sono relazioni con i dintorni e le persone che hai nelle vicinanze. Quindi, la vita, non direi mai che è cruda, sarebbe solo una parte, per me, è piuttosto un dono e devi sapere come goderne. Nel mio caso particolare, la mia vita non è mai stata terribile, ho vissuto in ambienti molto positivi circondati da persone adorabili, anche se è vero che a volte appaiono persone che sono negative e che devono essere ignorate, non si deve tenerle in considerazione, ti indurrebbero ad entrare in un terribile mondo di invidia e confronto. La poesia è un modo di vivere e capire la vita, non hai bisogno di collegare tutto questo alle tue esperienze. Preferisco scrivere poesie che parlano di tutto, le persone, le cose, il tempo, l’universo, che in un certo modo fanno parte di ciò che penso, ma non devono mai essere una liberazione da qualcosa che opprime, preferisco dire che provo a creare qualcosa di nuovo, a continuare a studiare la lingua e ad elaborare un'opera che è il risultato dello studio e della vita quotidiana.

In che cosa credi?

Credo in tutto e niente allo stesso tempo. In questo aspetto sono molto quantistico, tutto dipende da come vuoi che sia, potrebbe essere diverso. Non ho dubbi o non bisogno di credere con certezza, vivo giorno dopo giorno, penso che il tempo è un cerchio chiuso, non è una linea, quindi tutto ciò che è vissuto può essere rivissuto.

Quali sono i tuoi poeti preferiti?

Sono un poeta di cultura catalana, sono fortunato ad avere una lingua madre molto attiva e che ha sempre avuto grandi poeti. Sono cresciuto in questo ambiente speciale e questo segna molto, ma sono anche una persona aperta.

lo sono sempre stato e sono molto interessato alle altre culture. I miei inizi nella letteratura sono stati come un poeta catalano, a cui non mi arrendo, ma mi sono evoluto molto rapidamente verso il mondo letterario italiano. Al momento mi considero un poeta molto impregnato di tutto ciò che è italiano, sono circondato da amici italiani, poeti, artisti e persone collegate al mondo culturale di questo grande paese, ho assorbito tanto di questa affascinante cultura che credo che sia entrato nel mio essere e si riflette nella mia poesia. Tuttavia, sono anche affascinato da altre culture, in particolare quelle scandinave, quindi ho scritto poesie legate al mondo nordico.

Scegliere poeti è sempre un compito molto difficile, ma sento una predilezione speciale per i poeti italiani, tra i quali menzionerei Pier Paolo Pasolini, Alda Merini, Eugenio Montale, Giacomo Leopardi, Dante Alighieri. Altri che mi piacciono sono Bertold Brecht, Arthur Rimbaud, William Shakespeare, Ezra Pound, ecc. Voglio menzionare che in Italia ci sono molti giovani poeti con un grande talento, ne conosco tanti, sono un presente e un futuro che dimostrano la vitalità della poesia in questo paese.

Tu, quando e come hai scoperto la poesia?

Ho scoperto la poesia molto presto, da bambino. Si può dire che ho sempre scritto poesie, anche se non mi ci sono dedicato completamente fino agli ultimi anni.

Un tuo libro si chiama "svalbard". Che cosa ti lega a quelle isole del Mar Glaciale Artico?

"svalbard" è il primo dei libri di poesie il cui tema è l'intero mondo nordico. Questo libro, in particolare, e altri, come "drømmeøya", sono poesie che, pur mantenendo lo stile degli altri miei libri, costituiscono una sezione specifica di tutto ciò che scrivo, rappresentano il mio fascino per questi luoghi del nord, per la loro mitologia e per i loro costumi.

Una cosa che mi affascina di te, è che sei tu stesso che traduci le tue poesie in italiano. Come hai imparato così bene la nostra lingua?

Ho ancora molto da imparare, una lingua come l'italiano richiede tempo e lavoro, devi inserire le espressioni particolari della lingua e maturare gradualmente. I miei primi contatti furono all'età di quindici anni, avevo molti amici italiani ed ero sempre molto vicino a questa lingua. Per quanto riguarda le traduzioni, è vero che quando sono poesie originariamente scritte in catalano, faccio le traduzioni da solo, spesso con l’aiuto di italiani. Altre non sono traduzioni, dal momento che le scrivo direttamente in italiano, in questo caso la traduzione è inversa, in catalano.

Beh, complimenti per questa tua abilità linguistica. Quale libro o poesia, invece, ti rappresenta meglio?

Questa domanda è la più difficile a cui rispondere. Tutti i miei libri sono il frutto di un momento particolare, rappresentano una tappa di un processo poetico globale, quindi non posso dire quale libro mi rappresenti meglio, fanno tutti parte di un'opera che deve essere osservata insieme.

Note