Guido Rocca

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“Dipingo e scrivo con la consapevolezza che l’arte è una forma di rivoluzione gentile ed è la linfa vitale di questa società”

Guido Rocca nasce a Milano il 30 settembre 1983.

Poeta e pittore.

Si appassiona alla poesia fin da bambino scrivendo il suo primo libro a dieci anni

Dal 2002 fino al 2007 finiti li studi gira il mondo, attraversando l’oceano Atlantico in barca a vela e avventurandosi sull’Himalaya, inoltre esplora buona parte dell’Asia e dell’America Latina, questo vagare nel mondo fa parte di una ricerca interiore ben visibile nelle sue opere.

Al termine di interminabili viaggi, avventure estreme, deviazioni pericolose, Rocca ristabilirà i propri equilibri psicofisici proprio grazie all’Arte, al suo potere totalizzante e salvifico.

Una volta trovata la propria strada Guido comprende la potenza dell’arte e come essa può essere utile anche agli altri, diventando uno dei maggiori esponenti dell’arte come soluzione sociale.

Nel 2008 pubblica il libro di poesia liberi di…

È autore del libro “Arte e Vita” e del romanzo autobiografico “Il Sentiero”

Dal 2016 ha esposto le sue opere pittoriche in numerose mostre personali.

Nel 2017 gli viene conferita la nomina di ambasciatore dei diritti umani per il suo costante impegno sociale.

Nel 2020 diviene Co-Fondatore Senior di WikiPoesia.

Critica

L’Arte rappresenta per Guido Rocca la vita stessa. E’ l’accondiscendente compagna di viaggio; l’illuminazione del cammino; il grembo materno in cui rinascere dopo ogni sconfitta; il porto quieto dove riposare la mente; il sistema di comunicazione più evoluto; il punching-ball su cui sfogare le proprie frustrazioni; la cura per i malesseri dell’anima.

“L’arte mi ha accompagnato fin da bambino. La poesia è stata la mia prima vera amica e grazie a lei riuscivo a comunicare in maniera sincera, nonostante fossi piuttosto insicuro. Crescendo ho sempre continuato a scrivere, era una vera e propria necessità, un’arte terapeutica che mi permetteva di esternare e trasformare anche le inquietudini più nascoste e profonde.”

Al termine di interminabili viaggi, avventure estreme, deviazioni pericolose, Rocca ristabilirà i propri equilibri psicofisici proprio grazie all’Arte, al suo potere totalizzante e salvifico.

“Adesso creare è ciò che mi permette di provare soddisfazione, mi fa sentire vivo e me stesso, in quanto ritengo l’arte una forma di comunicazione spirituale. Con le mie opere cerco di trasmettere nel mondo materiale l’universo dell’anima. L’arte ha sempre avuto per me una funzione alchemica: trasformare il piombo che è in me, in oro. La mia speranza è che questa trasformazione avvenga anche in chi comunica con i miei dipinti e poesie.”

Le opere lirico-astratte di Guido Rocca vivono di un’istintualità pura e provocante. Nell’ormai raggiunto equilibrio rappresentativo la luce detta l’ordito dell’opera, che il colore completa con trame evocatrici e coinvolgenti. Le opere vibrano di suggestioni che il fruitore è chiamato a fare proprie, in una sorta di afflato mistico che dovrebbe condurre alla condivisione di sensazioni intime e profonde.

“…dipingo e scrivo con la consapevolezza che l’arte è una forma di rivoluzione gentile, come sosteneva il filosofo umanitario Ron Hubbard e che è energia vitale per la sopravvivenza e il miglioramento della società. Ogni volta che creo ho l’intenzione di aggiungere nel mondo maggior bellezza, maggior comunicazione e continue trasformazioni interiori. Le mie opere rappresentano i miei sogni e le miei intenzioni e mostrano nel presente realtà future.”

L’intuizione di Rocca si avvicina dunque a ciò che in letteratura definiremmo come “opera aperta”, una narrazione (verbale o grafica poco importa) dove il fruitore è libero di apportare il proprio contributo, non solo suggerendo diverse soluzioni interpretative, ma contribuendo ad ampliare i confini dell’opera stessa, in un’azione di costante arricchimento dei contenuti.

“Con le mie opere tento di creare sensazioni libere da schemi fissi in coloro che osservano e comunicano con i quadri, in modo che la diversità di ognuno possa liberamente cogliere ciò che vuole dentro di sé e che la necessità di ognuno possa essere soddisfatta dall’interazione con l’opera, al fine che colui che osserva e percepisce diventi anche esso l’artista, creando in sé la propria trasformazione.”

- Gennaio 2019, Vania Tam.

Note