Fiori di Bucarest

di Rosanna Di Iorio

Fiori di Bucarest

Dicono che lassù bambini nudi,
senza amore, si nutrono di bacche
catturate al sorriso della luna.

Dicono che la sera nell’abbaglio
del buio si fanno uomini dai passi
svelti in un nuovo tremito
fugace e duro verso il nulla, l’ignoto.

Come pipistrelli, in cerchi di nebbia,
sbattono le ali in fetidi tombini
nel nonsenso di un crudele inganno.
Il cuore umido, nelle piccole mani strette,
accarezza una lacrima sospesa
nel dolore di essere scordati.

Poi dicono che, come le formiche
rubano spighe per i loro granai.

Loro non sanno cosa vuole dire
aprire le braccia e fare l’aeroplano;
ignorano stupori di aquiloni
da annodare frementi tra le mani.

Hanno speranze piccole e illusioni
disamorate. Senza paradisi.

Eppure, ci vuol poco, molto poco
ad alzare lo sguardo fino al cielo.
Ma noi, travolti da cupe apparenze,
persi tra fiori elettrici
accesi in lontananza,
bruciamo i sentimenti ed ogni senso.

Bisogna amare per essere vivi.





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  • Premio Il 21 a Pimavera 2009
  • Premio C. Vedovelli 2010

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