Differenze tra le versioni di "Ettore Tibaldi"

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Ettore Tibaldi è nato a Bornasco il 19 dicembre 1887 ed è morto il 24 settembre 1968.
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[[File:EttoreTibaldi.jpg|miniatura|Ettore Tibaldi]]
Politico, partigiano, medico. E' stato vicepresidente del Senato della Repubblica e presidente della Giunta provvisoria di Governo della Repubblica dell'Ossola
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'''Ettore Tibaldi''' è nato a Bornasco il 19 dicembre 1887 ed è morto il 24 settembre 1968.
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Politico, partigiano, medico. E' stato vicepresidente del Senato della Repubblica e presidente della Giunta provvisoria di Governo della Repubblica dell'Ossola.<ref>Ettore Tibaldi. (27 gennaio 2020). ''Wikipedia, L'enciclopedia libera''. Tratto il 30 gennaio 2020, 16:40 da //it.wikipedia.org/w/index.php?title=Ettore_Tibaldi&oldid=110432277.</ref>
  
== Biografia ==
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==Biografia==
Militante del Partito socialista dal [[1907]], nel [[1913]] (proprio l'anno in cui conseguì la laurea in [[Medicina]]), subì un processo per [[vilipendio]] della monarchia. L'anno dopo, allo scoppio della Prima guerra mondiale, accorse in Francia a combattere nella Legione "Mazzini". Interventista, aderì all'Unione Socialista Italiana di [[Leonida Bissolati]]; combatté poi volontario sul fronte italiano e in Albania; nel 1919, fu congedato con una decorazione al valore militare. Nello stesso anno fu candidato alle elezioni politiche nel Fascio delle forze democratiche e combattenti (in rappresentanza dei socialisti bissolatiani) e, dopo il delitto [[Giacomo Matteotti|Matteotti]], fu tra i fondatori a [[Pavia]] della sezione locale di "Italia libera". Le sue idee socialiste gli costarono, nel 1926, la perdita della cattedra universitaria di [[Patologia]] medica e per la sua fede politica continuò ad essere angariato anche a [[Domodossola]], dove si era autoconfinato e dove, in ogni caso, divenne [[Primario (medicina)|primario]] dell'[[Ospedale San Biagio (Domodossola)|Ospedale San Biagio]].
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Militante del Partito socialista dal 1907, nel 1913 (proprio l'anno in cui conseguì la laurea in Medicina), subì un processo per vilipendio della monarchia. L'anno dopo, allo scoppio della Prima guerra mondiale, accorse in Francia a combattere nella Legione "Mazzini". Interventista, aderì all'Unione Socialista Italiana di Leonida Bissolati; combatté poi volontario sul fronte italiano e in Albania; nel 1919, fu congedato con una decorazione al valore militare. Nello stesso anno fu candidato alle elezioni politiche nel Fascio delle forze democratiche e combattenti (in rappresentanza dei socialisti bissolatiani) e, dopo il delitto Matteotti, fu tra i fondatori a Pavia della sezione locale di "Italia libera". Le sue idee socialiste gli costarono, nel 1926, la perdita della cattedra universitaria di Patologia medica e per la sua fede politica continuò ad essere angariato anche a [[Domodossola]], dove si era autoconfinato e dove, in ogni caso, divenne primario dell'Ospedale San Biagio.
  
Dopo la [[caduta di Mussolini]], Tibaldi costituì con altri un comitato che, il 7 novembre del [[1943]], organizzò l'insurrezione operaia e partigiana di [[Villadossola]], repressa nel sangue dai nazifascisti. Riparato in Svizzera, Tibaldi rientrò in Italia durante i "quaranta giorni" della [[Repubblica dell'Ossola]] (9 settembre [[1944]] - 19 ottobre [[1944]]), della quale fu presidente della [[Giunta provvisoria di Governo di Domodossola e della Zona liberata|Giunta provvisoria di Governo]]. Dopo la [[Guerra di liberazione italiana|Liberazione]] - reintegrato nel [[1946]] nell'insegnamento universitario - fu eletto nel [[1948]] sindaco di [[Domodossola]]. Senatore socialista nel 1953, riconfermato nelle due successive legislature, Tibaldi fu anche vicepresidente del [[Senato della Repubblica]] e presidente della Federazione internazionale della Resistenza. Nel 1964 aderì allo PSIUP.
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Dopo la caduta di Mussolini, Tibaldi costituì con altri un comitato che, il 7 novembre del 1943, organizzò l'insurrezione operaia e partigiana di Villadossola, repressa nel sangue dai nazifascisti. Riparato in Svizzera, Tibaldi rientrò in Italia durante i "quaranta giorni" della Repubblica dell'Ossola (9 settembre 1944 - 19 ottobre 1944), della quale fu presidente della Giunta provvisoria di Governo. Dopo la Liberazione - reintegrato nel 1946 nell'insegnamento universitario - fu eletto nel 1948 sindaco di [[Domodossola]]. Senatore socialista nel 1953, riconfermato nelle due successive legislature, Tibaldi fu anche vicepresidente del Senato della Repubblica e presidente della Federazione internazionale della Resistenza. Nel 1964 aderì allo PSIUP.
  
== Bibliografia ==
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==Bibliografia==
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Ettore Tibaldi, ''L'opera della giunta provvisoria di governo nell'Ossola liberata all'8 settembre 1944 al 22 ottobre 1944. Relazione ufficiale documentata'', Domodossola, Antonioli, 1945.
 
Ettore Tibaldi, ''L'opera della giunta provvisoria di governo nell'Ossola liberata all'8 settembre 1944 al 22 ottobre 1944. Relazione ufficiale documentata'', Domodossola, Antonioli, 1945.
  
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Andrea Pozzetta, ''[https://www.academia.edu/13314425/Un_medico_sovversivo._Ettore_Tibaldi_tra_garibaldinismo_e_antifascismo Un medico sovversivo. Ettore Tibaldi tra garibaldinismo e antifascismo]'', in «I sentieri della ricerca», n. 19/20, marzo 2015.
 
Andrea Pozzetta, ''[https://www.academia.edu/13314425/Un_medico_sovversivo._Ettore_Tibaldi_tra_garibaldinismo_e_antifascismo Un medico sovversivo. Ettore Tibaldi tra garibaldinismo e antifascismo]'', in «I sentieri della ricerca», n. 19/20, marzo 2015.
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==Note==

Versione attuale delle 16:41, 30 gen 2020

Ettore Tibaldi

Ettore Tibaldi è nato a Bornasco il 19 dicembre 1887 ed è morto il 24 settembre 1968. Politico, partigiano, medico. E' stato vicepresidente del Senato della Repubblica e presidente della Giunta provvisoria di Governo della Repubblica dell'Ossola.[1]

Biografia

Militante del Partito socialista dal 1907, nel 1913 (proprio l'anno in cui conseguì la laurea in Medicina), subì un processo per vilipendio della monarchia. L'anno dopo, allo scoppio della Prima guerra mondiale, accorse in Francia a combattere nella Legione "Mazzini". Interventista, aderì all'Unione Socialista Italiana di Leonida Bissolati; combatté poi volontario sul fronte italiano e in Albania; nel 1919, fu congedato con una decorazione al valore militare. Nello stesso anno fu candidato alle elezioni politiche nel Fascio delle forze democratiche e combattenti (in rappresentanza dei socialisti bissolatiani) e, dopo il delitto Matteotti, fu tra i fondatori a Pavia della sezione locale di "Italia libera". Le sue idee socialiste gli costarono, nel 1926, la perdita della cattedra universitaria di Patologia medica e per la sua fede politica continuò ad essere angariato anche a Domodossola, dove si era autoconfinato e dove, in ogni caso, divenne primario dell'Ospedale San Biagio.

Dopo la caduta di Mussolini, Tibaldi costituì con altri un comitato che, il 7 novembre del 1943, organizzò l'insurrezione operaia e partigiana di Villadossola, repressa nel sangue dai nazifascisti. Riparato in Svizzera, Tibaldi rientrò in Italia durante i "quaranta giorni" della Repubblica dell'Ossola (9 settembre 1944 - 19 ottobre 1944), della quale fu presidente della Giunta provvisoria di Governo. Dopo la Liberazione - reintegrato nel 1946 nell'insegnamento universitario - fu eletto nel 1948 sindaco di Domodossola. Senatore socialista nel 1953, riconfermato nelle due successive legislature, Tibaldi fu anche vicepresidente del Senato della Repubblica e presidente della Federazione internazionale della Resistenza. Nel 1964 aderì allo PSIUP.

Bibliografia

Ettore Tibaldi, L'opera della giunta provvisoria di governo nell'Ossola liberata all'8 settembre 1944 al 22 ottobre 1944. Relazione ufficiale documentata, Domodossola, Antonioli, 1945.

Anita Azzari, L'Ossola nella Resistenza italiana, Milano, Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia, 1954.

Andrea Pozzetta, Un medico sovversivo. Ettore Tibaldi tra garibaldinismo e antifascismo, in «I sentieri della ricerca», n. 19/20, marzo 2015.

Note

  1. Ettore Tibaldi. (27 gennaio 2020). Wikipedia, L'enciclopedia libera. Tratto il 30 gennaio 2020, 16:40 da //it.wikipedia.org/w/index.php?title=Ettore_Tibaldi&oldid=110432277.