Dietro gli specchi

di Cheikh Tidiane Gaye

Dietro gli specchi

La vita mi ingaggia
sin dalla mia nascita
il destino mi inganna,
la mia esistenza
è come un libro
senza scritti
pagine vuote e foglie
secche e sofferenti,
perdute nelle ceneri
della viltà.

Solitario,
mi tradisce
il destino
e mi delude
ogni fruscio
del vento
che porta
malincuore
e disgrazia
il sole non ha
riscaldato
il mio volto
la luna non ha
santificato
le mie preghiere
solchi viscerali
come occhi
senza ali
il mio sguardo
non brillava,
non lisciava,
non cantava
era appassito
come l’albero
morto.

Cercavo nel respiro di marzo,
il sorriso della primavera
per cantare e gioire
ma la vita mi offriva un altro binario.
Mi alzo lentamente
e cerco negli angoli remoti
un’altra lingua, altri odori e profumi;
lentamente esploro altri orizzonti
sono nato per unire i monti;
lentamente mi libero dalle nuvole
ho la forza per sollevare il cielo;
lentamente profumo ogni mia parola
per adibire addobbare
il mio futuro di tenerezza e di esultanza.

Sulle sponde
del pensiero
pianto i semi
fiorirà la flora,
il fogliame
la mia casa
di riposo
per scavare
nell’intimità
delle memorie
e colorare
il mio cammino.
Mordo il sole
infine
per illuminare
la mia scia
accendo
tutte le candele
per cercare
la fiamma
della gioia

attingo dalle
righe
dei miei occhi
per accarezzare
i quadri meravigliosi.

Adesso
mi giro
e davanti
allo specchio
che mi inganna
lancio il mio sorriso
per accogliere
non più a malincuore
la vita
che mi ingaggia
per combattere
fino quando
il destino
chiuderà
per sempre
il mio sguardo
e spegnerà
il battito del mio cuore.
Allora si rivestirà
di un nome
il mio Essere
di un cognome
e forse di un indirizzo
voglio essere
chiamato POETA
il fornaio dei V-E-R-S-I.



Pubblicazioni

Tratta da:

  • Il Sangue delle Parole, Kanaga Edizioni, 2019

Note