Le umane sembianze

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di Marian Ciprian Zisu

Le umane sembianze

Il mare lontano desiste
quando le strie del vento
sfiorano, non viste,
le umane sembianze:
un volto di montagna,
un corruccio di scoglio,
di nubi lentissime danze.

Le strie del tempo
viaggiano immobili
in un eterno sognato
da un bambino voltato
su uno stormire di giorni,
bruire di notti
in uno spazio stretto
che chiamano vita
dove s’acquieta ogni frullo di voce,
dove l’anno che passa non nuoce
se rinuncia a mostrare certa
l’incertezza
quando il senso è una carezza che manca.

In me
resta un pensiero che usa vagare
e con un crocchio sbatte sui bordi dell’acedia
per uscire, per diventare pietra e polvere
sotto lo sguardo onnipotente di Medusa.




Premi

  • Premio Giuseppe Gioachino Belli (Roma) per la sezione Poesia inedita, 2021


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